che bastava morire un pò per non morire che fosse tanto vicino così il rimanere all’andare che fosse soltanto un sogno dormire e svegliarsi ad occhi chiusi per non soffrire e cogli a piene mani da un petto cieco bevi a pugni chiusi da un letto bieco commettimi e dibattimi scomettemi e sbattimi cancellami e riscrivimi che bastavi tu per sorridermi
che il mare è lì proprio dove s’estende l’orizzonte lì dove guardando con gli occhi chiusi e a stretta fronte immagini confini e distese cerulee e creste d’onde eburnee e dell’aria e dell’acqua abbraccio che col cielo confonde è lì e lì soltanto che mira il sogno dell’essere d’ogni vita giungere lì dove è tutto lieve e non costa fatica
rode le viscere l’uman tormento dell’essere felici senza fingimento che se potesse essere scritta storia d’averci in fronte vita gioia e gloria sarebbe altra cosa che non natura non ci sarebbe monti e valli ma solo pianura e quando scali urla alla vetta e se vai in giù non avere fretta e dell’esistere devi essere pronto e di pagarne d’ogni conto
e che importa aver fatto se non ne conosci le conseguenze che se hai fatto e non riporta le giuste scienze potrai nascondere ad altri ogni ordito ma tu conosci la trama che fece il dito e del velare i propri errori con silenzi e omissioni è la colpa che più grava le mancate ammissioni e d’ogni colpa mi fò capace mi si condanni contumace
trovi per caso il caso che trova ciò che nascosto aveva la prova mise la mano dietro la schiena fino a bloccare il sangue in vena divenne rosso di vergogna e sternuto che non seppe rimanere oltre muto libera parola lasciala sola in una tasca il nodo della gola disse allora tre parole in croce ridiede fiato e proferì voce ecco ci sono disse d’un suono fu l’indizio che ammise la colpa fu l’inizio di cosa non so